PER ARIA DI FESTA EMANUELE SCARELLO SFIDA IL PROSCIUTTO DI SAN DANIELE CON CREATIVITA’

In un menù esclusivo per il ristorante Agli Amici, il famoso chef stellato propone la DOP friulana abbinata con pesce, spezie e persino in brodo.

San Daniele del Friuli, 21 giugno 2013 – Da solo, nel panino, abbinato con il Friulano DOC, con la birra, con i formaggi come il Montasio e in cento ricette di ristoranti e osterie della zona: il Prosciutto di San Daniele dal 28 giugno al 1 luglio è il protagonista assoluto durante la quattro giorni di Aria di Festa. La cittadina del Friuli si anima di iniziative di ogni tipo per festeggiare il suo prodotto più celebre e certo, tra musica, letture, visite guidate non mancano le offerte gastronomiche di alto livello.

In questo variegato panorama si distingue il menù insolito proposto da uno chef fantasioso quanto apprezzato: Emanuele Scarello, chef del ristorante “Agli amici” di Godia (Udine). Due stelle Michelin votate a esaltare i prodotti della regione con creatività intelligente. Tra queste naturalmente non può mancare il prosciutto: «Se dovessi naufragare su un’isola deserta vorrei solo una ghiacciaia con dentro una coscia di San Daniele e una riserva di Friulano e potrei vivere felice».

Per celebrare Aria di Festa Scarello ha ideato un menù esclusivo che sarà servito nei giorni della manifestazione: cinque portate, più un dolce, tutte con il Prosciutto di San Daniele in evidenza. Un programma che sfata molti tabù su quello che si può fare o meno in cucina con questa preziosa DOP e abbina il San Daniele con i pesci dell’Adriatico, spezie e persino cotto. 
Per il momento Scarello ha rivelato solo due dei piatti che presenterà“Voglio che chi viene a mangiare qui si gusti anche la sorpresa…”, ma le proposte svelate sono già interessanti.

La prima ricetta è “l’ombrina candita all’olio extravergine d’oliva con mou d’uovo, asparagi spadellati e brodo di prosciutto di San Daniele”. Prosciutto, asparagi e uovo (qui il tuorlo è trattato in modo da avere un consistenza cremosa) sono ingredienti che tradizionalmente si abbinano, ma qui il matrimonio avviene in acqua e il pesce si amalgama a questa sinfonia di aromi grazie a un brodo ottenuto facendo bollire il prosciutto a bassa temperatura.

La seconda ricetta è il Pesce San Pietro che si posa su un velo di lardo di San Daniele, pane tostato, limone e fava di cacao. Spiega Scarello «Lo strato di grasso del prosciutto, più vicino alla cotenna, di solito è il meno utilizzato, invece è “una parte nobile”: è delicata, ha il giusto grado di salatura, tagliata in un velo sottile, mi permette di conservare più a lungo sul palato i sapori degli altri ingredienti, mentre una salsa di levistico crea un piacevole effetto rinfrescante».

Per scoprire le altre “sorprese al San Daniele” non resta che, nei giorni di Aria di festa, percorrere gli appena 30 chilometri che separano San Daniele da Godia e sedersi a tavola.