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15 gennaio 2009

IL PROSCIUTTO TIENE ANCHE NELLA CRISI: SAN DANIELE SEGNA IL +2%

IL PROSCIUTTO TIENE ANCHE NELLA CRISI: SAN DANIELE SEGNA IL +2%

Premiata la politica dei Produttori friulani che puntano da sempre sull’alta qualità

 

San Daniele del Friuli, 15 gennaio 2009 - Una crescita del 2,9% della produzione sul 2007 e del 2% sulle vendite. Un totale di 2.756.379 cosce destinate alla DOP lavorate nel 2008, per un giro di affari intorno ai 330 milioni di Euro. È il bilancio dell’annata appena conclusa dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele: un 2008 che, nonostante i generali andamenti recessivi del mercato che ha comportato una sempre più bassa remunerazione per le imprese, conferma  l’apprezzamento dei consumatori per questo prodotto, sia in Italia che all’estero.

 

La celebre DOP friulana tiene dunque in un momento difficile per l’economia e per le vendite in generale, per la cui tutela il Consorzio ha effettuato nel 2008 significativi investimenti sia dal punto di vista commerciale, aprendosi anche su nuovi mercati, sia nella produzione, con un’ulteriore attenzione al prodotto.

 

A San Daniele non hanno dubbi: in tempi difficili sono le scelte produttive condivise e la capacità di stare sul mercato delle imprese a fare la differenza. “La strategia anticrisi è imperniata sul rigoroso governo della produzione, e sull’adozione di misure a sostegno dell’apertura di nuovi mercati e canali di vendita” spiega Mario Cichetti, direttore del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. “Le politiche del Consorzio sono state percepite dal consumatore che al momento dell’acquisto non è sceso a compromessi, preferendo mettere nel carrello, in questi tempi di incertezza, la grande qualità ad un giusto prezzo. Ci fa piacere perché è un risultato che ha alla base scelte consapevoli adottate dai produttori del Consorzio orientate a selezionare la materia prima italiana di più alto standardqualitativo ritenuta idonea per la DOP friulana”.

 

Un dato significativo di questa eccezionale attenzione alla qualità arriva dall’INEQ-Istituto Nord Est Qualità che nel 2008 ha controllato ben il 56% delle cosce fresche destinate a diventare prosciutto di San Daniele. Oltre 1.600.000 cosce, provenienti solo da suini – nati, allevati e macellati in Italia – sono state quindi sottoposte ai controlli previsti dal disciplinare con un’incidenza selettiva media (materia prima non idonea) pari al 12%. Il Prosciutto di San Daniele ha ormai i requisiti per essere il prodotto DOP più controllato in Italia.

 

Sono positivi anche altri indicatori importanti: infatti è aumentato del 40% il numero delle confezioni di San Daniele affettato prodotte nel 2008, che corrispondono a 152.000 prosciutti, pari ad oltre 660 tonnellate di fette (+52% sul 2007).